Una svolta nel trattamento dell’epatite B?

di | 11 Giugno 2026

Un nuovo farmaco chiamato Bepirovirsen promette nuovi risultati nel trattamento dell’epatite B. Il farmaco, un promettente oligonucleotide antisenso, è sviluppato da GSK (GlaxoSmithKline). I dati di fase III pubblicati nel maggio 2026 hanno mostrato tassi di guarigione funzionale significativi (19% nella popolazione totale, 26% nei pazienti con attività virale più bassa), il che potrebbe rendere Bepirovirsen un potenziale punto di svolta.

Bepirovirsen è un farmaco a “tripla azione” che distrugge l’RNA virale, riduce la produzione dell’antigene di superficie dell’epatite B (HBsAg) e stimola il sistema immunitario per controllare il virus.
L’obiettivo è la guarigione funzionale. Questa si verifica quando l’antigene HBsAg non è più rilevabile nel sangue almeno 24 settimane dopo la fine del trattamento, senza necessità di ulteriori farmaci.

Negli studi di fase III B-Well sono stati osservati alti tassi di guarigione funzionale rispetto allo 0% delle terapie standard.
In un’analisi esplorativa, il 49% dei pazienti trattati ha raggiunto un livello di HBsAg ≤ 100 IU/mL un anno dopo la fine del trattamento.

L’autorità di regolamentazione statunitense FDA ha concesso a Bepirovirsen lo status di terapia innovativa (Breakthrough Therapy Designation) e ha avviato una revisione prioritaria.

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